Presentazione del rapporto sulle condizioni di lavoro nel settore dell’arte e della cultura in Spagna

CATEGORIE:
DATA:27 de Gennaio de 2026

Il 20 gennaio 2026 è stato presentato il Rapporto sulle condizioni di lavoro nel settore dell’arte e della cultura in Spagna, un’iniziativa organizzata da Artepreneur e ITGallery, in collaborazione con Artizense.

L’incontro si è svolto presso la sala conferenze della Sala Espositiva Alcalá 31 di Madrid e ha visto la partecipazione di Rebeca Marín Fraile, giornalista specializzata in arte e comunicazione culturale; María Gracia de Pedro, fondatrice e direttrice di Artepreneur; Abián Zaya, fondatore e direttore di ITGallery; ed è stato moderato da María Macías, fondatrice e direttrice di Artizense.

L’evento si è aperto con il saluto di benvenuto di María Macías, che ha contestualizzato la presentazione e illustrato le motivazioni che hanno reso necessaria la realizzazione di un rapporto di questo tipo. Il progetto di indagine e il successivo rapporto rispondono a una necessità storica del settore: la mancanza di dati sistematizzati e accessibili sulle condizioni di lavoro, sui ruoli professionali e sui livelli salariali. Come sottolineato, questa carenza genera una forte disinformazione sia tra i professionisti sia tra i responsabili di gallerie e organizzazioni culturali, rendendo più difficile la pianificazione delle carriere, la valutazione delle opportunità e la professionalizzazione del settore.

L’obiettivo del rapporto è quello di apportare trasparenza al settore, offrendo dati reali che consentano un dialogo più informato e contribuiscano a un ecosistema lavorativo più equo, sostenibile ed equilibrato. María Macías ha inoltre spiegato il ruolo di Artizense nel progetto, evidenziando il suo impegno nella diffusione e nell’analisi di informazioni rilevanti per la comunità artistica.

Successivamente, Abián Zaya ha illustrato la metodologia utilizzata per l’elaborazione del rapporto, basata su un questionario online condotto tra il 3 novembre e il 3 dicembre 2025. Questo primo studio si concentra su specifici profili e organizzazioni del settore e combina dati quantitativi e qualitativi per offrire una visione rigorosa su retribuzione, progressione professionale e soddisfazione lavorativa. Zaya ha evidenziato che le informazioni raccolte permettono di individuare tendenze, aree di miglioramento e opportunità di sviluppo professionale, contribuendo a decisioni strategiche all’interno dell’ecosistema culturale spagnolo.

María Gracia de Pedro ha offerto una panoramica generale del settore e ha presentato il profilo dei professionisti intervistati. I risultati dell’indagine mostrano una presenza maggioritaria di microimprese (58%), seguite da piccole imprese (24%), e da medie e grandi organizzazioni (entrambe al 9%). Prevalgono professionisti con studi universitari o post-laurea (68%) e una forte rappresentanza femminile (80%). Le regioni con la maggiore partecipazione sono state la Comunità di Madrid, la Catalogna, i Paesi Baschi e l’Andalusia, riflettendo la concentrazione dell’attività artistica e culturale in queste aree della Spagna.

Nel suo intervento, la fondatrice di Artepreneur ha inoltre sottolineato il pudore esistente in Spagna nel parlare di salari, un tema che in altri Paesi è completamente normalizzato, persino più di questioni personali o intime. Questo silenzio mette in evidenza le disparità salariali e, spesso, la precarietà lavorativa, così come il timore che i professionisti possono provare nel confrontare la propria situazione con quella di altri, rafforzando la necessità di generare trasparenza e dati affidabili sulle condizioni di lavoro nel settore artistico e culturale.

La sessione è proseguita con l’intervento di María Macías, che ha presentato alcuni dei risultati chiave del rapporto e ha posto domande ai partecipanti al tavolo, dando vita a un dialogo dinamico e arricchente. Tra i dati più rilevanti emersi:

  • L’80% delle persone che hanno risposto al questionario sono donne, confermando un modello strutturale nel settore dell’arte e della cultura in Spagna.

  • Quasi 6 partecipanti su 10 hanno meno di 40 anni, dimostrando che il presente dell’arte è giovane e attivo, con una generazione impegnata nella ricerca di migliori condizioni di lavoro.

  • Aspettative vs realtà lavorativa: solo l’8% degli intervistati lavora da remoto, evidenziando un settore contemporaneo con dinamiche poco contemporanee.

  • Fiducia nel mercato del lavoro: il 38% dei partecipanti ha espresso una scarsa fiducia nel funzionamento attuale del settore dell’arte e della cultura in Spagna, mettendone in discussione la stabilità e le pratiche che lo sostengono.

Abián Zaya ha sottolineato che negli ultimi anni il settore ha registrato progressi significativi nell’uso di strumenti digitali, adattandosi alle nuove forme di comunicazione e gestione culturale. Ha evidenziato che questa evoluzione, seppur disomogenea a seconda del contesto di ciascuna organizzazione, ha consentito di ottimizzare i processi, migliorare la diffusione dei progetti e aprire nuove opportunità di sviluppo, contribuendo a una parziale modernizzazione di un settore tradizionalmente molto presenziale e conservatore.

Rebeca Marín Fraile ha posto particolare enfasi sul ruolo fondamentale svolto dalle donne nel settore dell’arte e della cultura in Spagna. Ha osservato che, sebbene un numero crescente di donne stia raggiungendo posizioni di direzione e potere, ciò rimane ancora marginale se si considera che l’80% di coloro che sostengono il lavoro di base nel settore sono donne. Ha paragonato le disuguaglianze nelle relazioni lavorative a quelle esistenti tra artisti e galleristi, sottolineando la mancanza di contratti che definiscano le condizioni di tali rapporti professionali, e ha posto l’accento sulla situazione di molti artisti in quanto lavoratori.

Ha inoltre evidenziato che molte gallerie mantengono strutture arcaiche, ereditate da oltre 50 anni, che limitano l’innovazione e perpetuano le disuguaglianze lavorative. In dialogo con María Macías, è stata inoltre sottolineata la paradossale transizione dal lusso alla precarietà: nonostante l’esclusività e gli alti redditi associati all’arte, molti professionisti affrontano un’instabilità economica, evidenziando la necessità di politiche che proteggano e riconoscano il talento a tutti i livelli del settore.

Nel corso del dialogo, i relatori hanno riflettuto sulla necessità di creare un ambiente di lavoro più equo e trasparente, sottolineando l’importanza di disporre di dati chiari per orientare le carriere professionali e promuovere buone pratiche all’interno del settore.

Dopo la presentazione e la condivisione di tutti questi punti e riflessioni, è stato dato spazio all’intervento del pubblico. I partecipanti hanno condiviso opinioni e riflessioni emerse dai dati presentati e dagli interventi dei relatori, creando un clima partecipativo e coinvolgente. I loro contributi hanno evidenziato un forte impegno nei confronti delle sfide del settore, nonché una chiara consapevolezza dei problemi strutturali e delle opportunità di miglioramento delle condizioni di lavoro nell’arte e nella cultura in Spagna.

La presentazione si è conclusa con la sensazione condivisa che, oltre alla creazione artistica, sia fondamentale conoscere e analizzare il contesto lavorativo e professionale del settore. Questo primo rapporto rappresenta un passo pionieristico per rendere visibili le condizioni di lavoro, aprire conversazioni informate e contribuire a un ecosistema culturale più solido e sostenibile in Spagna.

Attività sovvenzionata dal Ministero della Cultura.