Il 14 gennaio 2026 si è svolta presso l’Ateneo di Madrid la prima sessione dell’anno di Laberintos del Sector, intitolata Arte contemporanea, diffusione e comunicazione.
Moderato da María Gracia de Pedro, fondatrice e direttrice di Artepreneur, l’incontro ha riunito Javier Aparicio, fondatore di El Chico Gallery; Mónica Iglesias, fondatrice di SMI – Studio Mónica Iglesias; e Jesús Alcaide, ricercatore, critico d’arte, editore e curatore indipendente.
L’incontro si è concentrato su come si costruiscono le traiettorie professionali nell’arte contemporanea attraverso il racconto, la mediazione e le strategie comunicative. È stato ricordato come l’arte non solo si crei, ma si racconti, si condivida e si accompagni, in un contesto in cui gli schermi e il digitale hanno profondamente trasformato sia l’esperienza sia la visibilità delle pratiche artistiche.
La sessione si è aperta con una riflessione sulle diverse modalità attraverso cui la comunicazione ha influenzato le carriere dei partecipanti e del settore nel suo complesso. Per Javier Aparicio, l’evoluzione professionale e i momenti di svolta — fino alla creazione di El Chico — sono stati segnati da una costante attenzione al modo in cui il lavoro artistico viene narrato. Dalla sua pratica in galleria, ha sottolineato l’importanza che gli artisti siano consapevoli della propria voce e di come questa venga trasmessa al pubblico, così come del ruolo della galleria nell’articolare e comunicare ogni progetto.
Mónica Iglesias ha raccontato i suoi primi passi professionali in Italia e ha spiegato come la costruzione di un profilo nella comunicazione culturale implichi l’elaborazione di un discorso capace di dialogare con il contesto e di massimizzare la visibilità dei progetti. Secondo Mónica, le sfide attuali consistono nel conciliare autenticità, varietà di formati e lo spazio sempre più ridotto tra saturazione informativa e attenzione significativa.
Jesús Alcaide ha condiviso il modo in cui ha strutturato la propria carriera attraverso la scrittura, la mediazione e la divulgazione specializzata, sottolineando il valore della creazione di contenuti propri e della costruzione di una voce riconoscibile in un ambiente saturo. A partire dalla sua esperienza professionale in contesti diversi — da città come Córdoba e Murcia a centri come Madrid e Barcellona — ha riflettuto su come questi spostamenti abbiano arricchito la sua pratica e la sua comprensione dei diversi scenari del settore. In questo percorso, ha evidenziato l’importanza dell’esperienza diretta e materiale rispetto alle mediazioni digitali, ricordando che, come egli stesso ha affermato, «non è la stessa cosa tenere qualcosa tra le mani che guardare uno schermo».
Una volta presentate le traiettorie individuali, la conversazione si è aperta a uno scambio più dinamico tra i relatori e la moderatrice. Tra i temi affrontati sono emerse le principali sfide professionali attuali nel settore dell’arte e della comunicazione, la ricerca di visibilità e la specializzazione in un ambito altamente competitivo. I partecipanti hanno riflettuto sui momenti più decisivi delle loro carriere, sottolineando come spesso siano gli inizi — più che i successi — a offrire lezioni fondamentali per sviluppare una pratica solida e una voce propria.
Il dialogo è stato inoltre arricchito dalla partecipazione di un pubblico composto in gran parte da giovani professionisti del settore, le cui domande e riflessioni hanno evidenziato l’interesse nel comprendere meglio i possibili percorsi nell’arte contemporanea, così come le sfide e le decisioni che caratterizzano le prime fasi di una traiettoria professionale.
I relatori hanno infine affrontato il tema del ruolo dei comunicatori in relazione agli artisti, discutendo se una carriera artistica possa sostenersi esclusivamente sulla creazione o se la figura del comunicatore sia fondamentale per garantire visibilità, contesto e riconoscimento ai progetti. Hanno concluso che, sebbene l’artista rappresenti il nucleo creativo, i comunicatori apportano una dimensione strategica che facilita l’incontro tra l’opera e il suo pubblico e consente di elaborare l’esperienza artistica in modo più ampio.
La sessione si è conclusa con la percezione condivisa che il settore dell’arte contemporanea non si costruisca solo a partire da ciò che viene creato, ma anche da come viene raccontato, condiviso e ricevuto. In un momento segnato dalla trasformazione digitale e dalla saturazione informativa, questo incontro ha contribuito a delineare una mappa più chiara dei labirinti — e delle opportunità — che oggi definiscono il panorama professionale dell’arte contemporanea.