La sessione è stata introdotta da María Gracia de Pedro, direttrice e fondatrice di Artepreneur, che ha dedicato alcune brevi parole di ringraziamento alle responsabili della fiera cerARTmic per aver incluso questa attività nel programma della sua seconda edizione, ospitata presso la Fondazione Ortega-Marañón di Madrid. Ha inoltre ringraziato il pubblico presente e ha contestualizzato il tema della giornata.
Nel suo intervento iniziale, María ha ricordato che di solito si parla dell’arte a partire dai suoi risultati visibili: la mostra, l’opera finita o la sua circolazione nel mercato. Tuttavia, dietro ogni pratica artistica esiste un tempo meno visibile dedicato alla ricerca, alla sperimentazione, al dialogo e allo sviluppo delle idee. È proprio su questo spazio intermedio che si è concentrata questa nuova edizione di Laberintos del Sector.
La conversazione ha proposto una riflessione sul processo creativo da tre prospettive complementari: la residenza artistica come spazio di tempo, contesto e sperimentazione; la ricerca e la curatela come strumenti che accompagnano ed espandono la pratica artistica; e la galleria come luogo in cui questi processi trovano nuove forme di circolazione e relazione con il pubblico.
La tavola rotonda ha visto la partecipazione di Jorge López, direttore della Galería Jorge López; Paula Noya de Blas, curatrice e ricercatrice; e Agustín Serisuelo e Carlos Sebastià, direttori di Co-net Art, che hanno condiviso le loro esperienze e prospettive sull’accompagnamento dei processi di creazione contemporanea.
Agustín Serisuelo e Carlos Sebastià hanno raccontato l’esperienza di Co-net Art nello sviluppo di residenze artistiche specializzate in ceramica. Durante il loro intervento hanno sottolineato come questi spazi permettano agli artisti di esplorare le possibilità del materiale, sperimentare tecniche e processi produttivi e dedicare tempo a una pratica che richiede ritmi propri, determinati dalla ricerca e dal lavoro con la materia.
La conversazione ha messo in evidenza l’importanza di creare ambienti in cui la sperimentazione abbia spazio, comprendendo che nella ceramica l’apprendimento nasce spesso dalla prova, dall’errore e dall’adattamento costante. Hanno inoltre riflettuto sul ruolo delle residenze come spazi che favoriscono lo scambio di conoscenze e contribuiscono alla continuità dei processi di ricerca artistica.
Dal punto di vista della galleria, Jorge López ha riflettuto su come il ruolo della galleria si sia evoluto oltre l’esposizione e la commercializzazione delle opere. In un contesto artistico sempre più complesso, ha sottolineato l’importanza di accompagnare gli artisti nelle diverse fasi del loro sviluppo, costruendo relazioni di fiducia e continuità che permettano di sostenere ricerca e pratiche a lungo termine.
A partire dalla sua esperienza con artisti che utilizzano la ceramica come mezzo principale, ha affrontato anche alcune delle sfide specifiche legate alla circolazione di questo tipo di opere. Tra queste, ha evidenziato la complessità logistica del trasporto verso fiere ed esposizioni a causa della fragilità e delle esigenze di conservazione e manipolazione. In questo senso, ha condiviso come molte delle strutture e delle casse progettate per proteggere i pezzi finiscano per diventare vere e proprie opere di ingegneria e persino di creazione, arrivando talvolta a costare più dell’opera stessa trasportata.
Il suo intervento ha messo in luce come, dietro la visibilità di una mostra, esista un’intera rete di cura, risorse e conoscenze che fa anch’essa parte del processo artistico.
Da parte sua, Paula Noya de Blas ha affrontato la ricerca come uno strumento fondamentale nella pratica curatoriale. Nel suo intervento ha riflettuto su come la curatela possa accompagnare i processi artistici attraverso l’ascolto e il dialogo, generando cornici di lavoro che ampliano le possibilità interpretative delle opere senza imporre letture chiuse.
La conversazione ha inoltre evidenziato la relazione stretta e spesso profondamente personale che si sviluppa tra curatore, artista e opera nel corso di questi processi. Un legame costruito nel tempo attraverso la fiducia e lo scambio continuo di idee, che permette di accompagnare i progetti dalle fasi iniziali fino alla loro presentazione pubblica. In questo senso, Paula ha sottolineato l’importanza della ricerca come forma di produzione di conoscenza condivisa e di costruzione di contesti che arricchiscono sia l’esperienza artistica sia quella espositiva.
La seconda parte dell’incontro si è svolta come una conversazione aperta tra i partecipanti, nella quale sono state affrontate questioni chiave sui processi di creazione artistica. Il dibattito si è concentrato su temi come l’origine di una mostra, la necessità di spazi per la ricerca e la sperimentazione e l’importanza di garantire continuità tra residenze, ricerca ed esposizione pubblica.
Si è inoltre riflettuto sul ruolo del tempo nell’ecosistema artistico contemporaneo e su come gallerie, residenze e curatori possano accompagnare le pratiche artistiche senza condizionarne lo sviluppo. L’accessibilità dell’arte contemporanea e le sfide ancora esistenti per avvicinarla a nuovi pubblici sono stati altri temi centrali della conversazione.